sabato 10 novembre 2012

CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA

Genova, 10 novembre 2012.
Il 3 novembre u.s a Lodi (MI) durante il servizio di pattuglia come Carabiniere di quartiere perde la vita il Carabiniere Giovanni Salvi 48 anni, si trovava in centro storico a Lodi e probabilmente durante un controllo è stato ammazzato. Oscure fino ad adesso la dinamica del fatto poiché è successo in una zona non coperta da telecamere di sorveglianza. Di certo c'è che lascia una moglie e due figlie di 15 e 21 anni, una altra famiglia distrutta a causa del “DOVERE”. Per chi è stato del mestiere come lo scrivente, non può non soffermarsi su un fatto: il Sali è stato ucciso con la sua pistola d'ordinanza con tre colpi uno di questi al cuore che è stato mortale, e questa era per giunta anche ancora agganciata al correggiolo. Vogliamo veramente berci questa turpe assurdità? Certo che no! La dinamica è molto probabilmente dovuta a qualche balordo che vedendo il Sali da solo a pensato bene di procurarsi un'arma a sue spese, ma non ha fatto i conti con l'oste. Infatti la reazione del Sali è stata pronta ed immediata per cui ne è nata una colluttazione durante la quale sono stati esplosi 3 colpi che hanno ucciso il militare. Questa almeno dalle fonti ufficiali è quello che si può dedurre. La presenza sul posto del Comandante Generale però non rallegra affatto, quando si muove un personaggio che non ha mai brillato di luce propria c'è da aspettarsi che ci sia sotto qualcosa d'altro, qualcosa di inconfessabile da tenere nascosto senza che nessuno sappia. Il fedele servo di regime è andato personalmente sul posto per far che? Subito poi i funerali in pompa magna presenti tutte le autorità, la celerità dell'autopsia ed altro fanno temere qualche strano insabbiamento. No, però noi non ci stiamo vogliamo la verità e vogliamo che i vertici dell'Arma che hanno sempre ignorato quanto già segnalato dal CO.BA.R. Veneto ed il CO.CE.R. Sui rischi ed i pericoli, del servizio del carabiniere di quartiere. Ho sempre personalmente affermato che tale servizio è assolutamente inutile e rischioso come persino l'U.N.A.C. Ha sempre detto e stradetto. Troppi gli avvertimenti, e tutti puntualmente ignorati, da quei vertici che sicuramente non pagheranno per la loro responsabilità. Del resto devono asservire le bizze ed i capricci nonché quegli stupidi atteggiamenti elettoralistici dei governi di turno, per potere politico che riconoscente per i loro “SPORCHI SERVIZI” gli fa fare carriera, sulla pelle del personale di base. No, vogliamo la veità non ci interessano i soliti cerimoniali da lucerna e pennacchio, e le solite frasi di circostanza. Basta con le solite sceneggiate e si abolisca al più presto, questo scempio che si chiama poliziotto o carabiniere di quartiere, e per favore chi ha sbagliato paghi. Generale Gallitelli se lei non è in grado di fare il comandante generale per favore tolga il disturbo con le sue dimissioni immediate.

martedì 6 novembre 2012

LA VOLPE CAMBIA IL PELO MA NON IL VIZIO.


Tempo fa sono stato querelato da due esponenti del CO.CE.R. dei Carabinieri tali Brigadiere Antonio Tarallo ed Appuntato Giuseppe La Fortuna per violazione dell'art.595 C.P. ovvero per diffamazione aggravata a mezzo stampa. Costoro è bene precisarlo sono consiglieri comunali del P.D.L. (Popolo Della Libertà) di Berlusconi nei consigli comunali di Viterbo e Roma, ed attualmente ancora in servizio attivo nell'Arma essendo essi almeno al momento dei fatti rappresentanti del CO.CE.R. dei Carabinieri, e perciò ancora in possesso delle qualifiche di Ufficiale ed Agente di Polizia Giudiziaria. Questo comporta un grosso conflitto d'interesse, ed un pericoloso possibile atto di controllo da parte politica degli atti d'indagine della Polizia Giudiziaria, magari di qualcuno della propria parte politica coinvolto in qualche indagine. Venendo al dunque, le querele si sono rivelate infondate è di conseguenza archiviate. Ancora una volta l'arroganza ed il tentativo di prevaricazione posto in atto contro la mia persona responsabile di aver pubblicato un esposto che faceva parte di un'interrogazione parlamentare dell'On. Maurizio Del Turco proprio su questi due personaggi e la loro associazione "culturale" denominata Podgora, che poi tanto culturale non è dato le poco chiare operazioni che essa conduce, e che sono state più volte oggetto di interrogazione parlamentare, posto in essere come atto intimidatorio non solo per me ma per tutti coloro che intendessero denunciare torbidi che si verificano all'interno dell'Arma ed affari poco chiari. Ebbene ancora una volta si deve assistere ad un sistematico delirio di onnipotenza di alcuni che credono di fare e disfare il mondo a loro piacimento, ma si sbagliano di grosso. Valuterò pertanto se attuare misure legali contro questi due signori, nel frattempo rendo noto i fatti, perché i lettori possano rendersi conto del livello di libertà e di onestà presenti. Grazie a quanti mi sostengono e mi incoraggiano nell'ardua impresa, e nel cammino non irto di ostacoli e pericoli che ho deciso d'intraprendere aprendo questo blog.

Sergio Contu

martedì 17 gennaio 2012

Coraggiosa denuncia contro esponenti del CO.CE.R. dei Carabinieri

Adesso è ora di finirla! Si faccia chiarezza su alcuni membri del CO.CE.R. dei carabinieri come in sintesi ha auspicato il Partito dei Diritti dei Militari P.D.M. in un comunicato Stampa del 7 settembre 2011, a seguito di un’interpellanza parlamentare del 6 settembre 2011 riguardo ad un esposto anonimo reso noto dal CO.I.R. “Pastrengo” contro alcuni noti personaggi del CO.CE.R. dei Carabinieri presentata dall’On. Maurizio Turco in cui sono specificati fatti e nomi degni di attenzione e di indagine conoscitiva della magistratura. Qui di seguito potrete leggere il comunicato stampa, il testo dell’interpellanza parlamentare, e l’esposto integrale in esame.

COCER CARABINIERI,  COMELLINI (PDM): PRESENTATA INTERROGAZIONE, ADESSO LA MAGISTRATURA FACCIA I SUOI PASSI.
Roma 7 settembre 2011.
“Con una interrogazione ai ministri della Difesa e della Giustizia, il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, ha chiesto si faccia immediatamente chiarezza su un esposto recepito in un verbale di un Consiglio della rappresentanza militare dell’Arma in quanto vi sono citati, oltre ai nomi di già noti di elementi del Cocer dei carabinieri, anche «fatti, e nomi di altre persone, la cui gravità richiederebbe un attento esame da parte delle autorità giudiziarie competenti».
Cosa aspetta il Ministro della difesa a sospendere da ogni attività di rappresentanza quei delegati di cui conosce benissimo le vicende e gli “affari”, troppo spesso apparsi sulle cronache dei giornali e nelle nostre interrogazioni che sono spunto importante per le attività della magistratura militare e ordinaria.
Non vè chi non veda ! E quello che il Ministro La Russa fa finta di non vedere o non sentire lo vedono e lo vivono sulla propria pelle i carabinieri, costretti a lottare contro la criminalità e adesso anche contro il loro stesso Cocer.”

testo interrogazione
MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI.
– Al Ministro della difesa, al Ministro della giustizia. – Per sapere – premesso che:
il Consiglio intermedio della rappresentanza militare del comando interregionale carabinieri Pastrengo, con il verbale n. 148/X della riunione del 27 giugno 2011, ha reso noto che «[...]
È pervenuto – in duplice copia – al COIR un esposto anonimo di cui si da lettura integrale e che viene allegato al verbale per gli aspetti di competenza di codesto comando interregionale. [...]»;
nell’esposto si legge «[...] il sistema rappresentanza è diventato un affare per qualcuno, basta guardare i vari La Fortuna, Tarallo, Capuano e associati. Una vera e propria cricca che si muove in un “situazione, caratterizzata dall’utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali che li ha portati a realizzare una rete di interessi intrecciati” non legittimi. [...]». Il documento prosegue citando fatti, e nomi di altre persone, la cui gravità richiederebbe un attento esame da parte delle autorità giudiziarie competenti; i citati La Fortuna e Tarallo sono stati più volte oggetto degli atti di sindacato ispettivo rivolti al Ministro della difesa da parte degli interroganti -:se i Ministri interrogati siano a conoscenza del documento «esposto» allegato al verbale in premessa e quali siano le immediate azioni che intenda intraprendere in merito; se il Ministro della difesa non ritenga opportuno sospendere precauzionalmente dall’incarico di delegato del Cocer i militari i cui nominativi sono indicati nell’esposto citato in premessa.
(4-13063)

Per completezza d’informazione viene riportata la versione integrale dell’esposto in esame contenuto nell’interpellanza parlamentare dell’Onorevole Maurizio Turco.

AI COBAR D’ITALIA
AI COIR D’ITALIA

Cari colleghi,
I Carabinieri sono stufi, disorientati e frustrati, il sistema rappresentanza è diventato un affare per qualcuno, basta guardare i vari LA FORTUNA, TARALLO, CAPUANO e associati. Una vera e propria cricca che si muove in una «situazione, caratterizzata dall’utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali che li ha portati a realizzare una rete di interessi intrecciati» non legittimi. Altro che rappresentare gli interessi dei colleghi, poveri illusi. Un vero sistema di potere in cui appare normale accettare e sollecitare utilità di ogni genere e natura da parte di vertici militari in cambio della non belligeranza rappresentativa, dal settore delle autorizzazioni associative (ASSOCIAZIONE PODGORA), al settore alimentare (distribuzione alimentare e macchinette del caffè) settori nel quale i Generali al vertice hanno potere di decisione e notevole potere di influenza, e i salumieri travisati da rappresentanti militari, hanno aspettative di favori», ed alle truffe sulle missioni. I CONTROLLI SCOMPAIONO, la trasparenza a convenienza, e relegata sotto lo scudo protettivo dello status militare, e sempre più ai margini di una legalità già ampiamente violata, si fa sempre più strada la riaffermazione di una una certa rappresentanza militare che si preoccupa unicamente di salvaguardare i propri interessi, di difendere il proprio orticello e infischiandosene bellamente del contesto in cui i carabinieri ignari, quelli veri che stanno nella strada, sono chiamati a vivere. Da GALLITELLI e LA RUSSA peggior comandante dell’arma e peggior ministro della difesa a memoria d’uomo e relativi stati maggiori, non si ricevono risposte ma porte in faccia: il malessere e le denunce su questa cricca vengono sistematicamente ignorate e perfino la magistratura romana, soprattutto quella militare, e latitante forse timore di colpire gli intoccabili vertici di viale Romania. E’ noto che taluni delegati delle rappresentanze militari COCER, COIR e COBAR, si intascano illeciti somme di denaro che finiscono nelle loro tasche come di indennità di missione “forfettaria”. Questa missione prevede che 1′ amministrazione militare paga 110 EURO AL GIORNO al delegato che impiega più di 90 minuti di viaggio per raggiungere la sede di servizio e risarcire eventuali spese di albergo e pasti non usufruiti. Questi pur non avendo i requisiti per avere tali benefici, imbrogliano lo stato allegando attestazioni false che si chiamano allegato C, al foglio di viaggio per le missioni il tutto per un illecito guadagno mensile che arriva anche ai 3000 EURO AL MESE, cosi come è facile controllare dai tabulati dell’ente che paga Questi poi spesso neanche si presentano in servizio per interi giorni e settimane, facendosi segnare la presenza (ora di ingresso – ora di uscita e firma) da amici compiacenti o da uno solo che li presenta per tutti, per non parlare poi dei rimborsi a vario titolo percepiti dallo stato. Biglietti di treni veloci rimborsati illecitamente e altro. Taluni di questi hanno in passato pianificato i propri trasferimenti con l’aiuto dei comandanti per agevolarsi di tali missioni, tipico quello del delegato La Fortuna Giuseppe che nel 7° mandato cobar 1994-1999 già eletto si fece trasferire dalla stazione cc Casilina a quella di latina al fine di fruire il trattamento di missione, salvo rientrare a fine mandato a Roma con un nuovo trasferimento alla mensa di piazza del popolo per continuare a mangiare. Stesso giochetto al 9° mandato cobar 2006-2009 appena eletto, nuovo trasferimento dalla mensa di piazza del popolo Roma alla stazione cc di Colleferro dall’amico TARALLO, ( uno che si indica su facebook con la foto del mago MANDRAKE che fa sparire tutto……..andiamo bene) al fine di usufruire nuovamente delle missioni. WORLD CHAMPIONSHIPS DEI TRASFERIMENTI. Anche qui basterebbe controllare, incrociare e riscontrare per capirne il meccanismo. Tutto e e facilmente oggetto di prova con il sequestro di fogli di viaggio registri firma per il passato e autocertifìcazioni per il presente , e tabulati telefonici che dicono la presenza sul territorio. Tutto questo costa 40 MILIONI DI EURO circa annuo in ambito nazionale e 1.000.000 MILIONE DI EURO annui solo il lazio. Il sistema fraudolento e tollerato dai vertici militari che lo sanno bene, in quando e un mezzo di controllo e dissuasione verso una parte della rappresentanza, che colluso da queste gratifiche non svolge i suoi compiti istituzionali creando gravi danni a tutti i militari onesti bloccando le aspettative di crescita e ammodernamento dell’istituzione. Lo stesso servizio amministrativo del lazio in primis (COLONNELLO DIEGO PAULET) e successivi che da una parte pagavano e pagano stranamente? i fogli di viaggio facevano segnalazioni molto generiche sulle anomalie, non dicendo guarda caso i nomi di chi le aveva fatte e le somme illecitamente date per pararsi il sedere, e dall’altro elargivano a piene mani soldi di quelle strane missioni ai corrotti con l’avallo dei comandanti. ROBA DA PAZZI……..In questi stessi uffici sono stati mandati dal LA FORTUNA alcuni militari di sua fiducia che lo tengono a corrente di tutti i movimenti. Che patrimonio di immobili e beni vari hanno questi poveri rappresentanti?. E che vogliamo dire dei viaggi del LA FORTUNA Giuseppe e soci presso i casinò e bordelli della ex jugoslavia in occasione di missioni per conto del COCER nell’Italia del Nord-est, o delle notti di partite a poker giochi d’azzardo, prostitute e champagne, oppure delle macchine di stato usate dal CAPUANO Giovanni per accompagnare consorte e altre donnine in affari privati (13 febbraio 2009 raccordo anulare Roma-L’Aquila alle ore 0800-0830 a bordo di autovettura militare fiat brava in dolce compagnia di un signora con berrettino,). Autovettura naturalmente che viene parcheggiata la notte nel cortile o garage della sua abitazione di tivoli, quando non usata per il trasporto di familiari) e che si e venduto a cani e porci pur di mandare la figlia all’accademia. Cene cenette e regalie vari. Uno che sul profilo facebook ha una foto che lo ritrae a suonare un prosciutto con l’archetto a mo di violino. (vedere per credere, incredibile…..) Uno che fa la collezione di fotografie di ufficiali e onorificenze raccattate. Da ricoverare visto che quando non e impegnato a raccomandare la figlia parla pure da solo e gesticola e urla come un ossesso. RAPPRESENTANTE DI PROCIUTTI, di se stesso e della sua famigliola. ALTRO CHE RAPPRESENTANZA. Oppure autovetture militari usate per l’associazione podgora per portare cesti e regali ad ufficiali in occasione di festività e favori ricevuti. E la procura militare che fa. I signori procuratori INTELISANO e BARONE, tanto per citarne alcuni, bene avrebbero fatto a fare qualche cenetta in meno con i generali presso le caserme dei carabinieri o a vedere qualche partita in meno in compagnia dei generali. E il caso RAPUANO aggredito e malamente picchiato per denunciare tali malefatte, da un suo superiore che ha a che fare con l’accattonaggio e coperto da altri che avendo visto l’aggressione hanno detto di non aver visto niente, (compreso il consigliere comunale DE MEO PIETRO stesso partito stesse missioni ) ACCATTONI DI PERIFERIA. Altra pagina certo degna di attenzione e quella della associazione PODGORA costituita da questi signori ed unica – guarda caso- autorizzata dal comando generale e dalla difesa, che sta riempiendo le caserme di macchinette distributrici di bevande e merende, con prevedibili acquisizioni future di spacci e mense e lidi estivi, in quanto come unica associazione autorizzata sembrerebbe avere prelazione sulle concorrenti civili, pur offrendo costi più alti, servizio scadente e mancata trasparenza sui libri contabili che dimostrino contezza degli introiti. Con buona pace del coraggioso colonnello’” VENTRIGLIA presidente del cobar lazio, che in passato correva in procura dall’ amico BARONE a riferire che i fatti erano dovuti solo a scontri interni non ad illegalità.. E vogliamo poi parlare delle iscrizioni a questa fantomatica associazione? Di come siano riusciti a riunire intere compagnie di allievi cc nelle scuole per far sottoscrivere abbonamenti in cambio di aiuti nelle future destinazioni. Con quale autorizzazione? I COMANDANTI DOVE ERANO A FAR MERENDA. Provvedimenti adottati? Nulla. Tanto come dice LA FORTUNA anche i GENERALI MAGNANO. Una bella RICOTTA-CONNECTION anche con radici politico-militare tra consiglieri comunali (LA FORTUNA Comune di Roma, DE MEO Pietro, PANICCIA RAEMO, LUCIANI Francesco e GALATI Vittorio comune di Viterbo, tutti della stessa parrocchia PdL, e alla faccia della tanto decantata neutralità dell’arma alle competizioni politiche). Lo stesso GALATI membro della rappresentanza che fece pressioni all’On. ASCIERTO ex maresciallo cc (quello delle intercettazioni Fiorani: “Dott. FIORANI sono l’onorevole ASCIERTO. il mio amico Paolo Sinigaglia, mi ha parlato delle difficoltà di ANTONVENETA. Se mi chiama io sono pronto con un gruppo di parlamentari per un’interrogazione. Comunque sono a disposizione”) suo compagno di partito affinché ritirasse l’interrogazione parlamentare per alcuni delegati del cobar lazio tacitati a colpi di procedimenti disciplinari creati ad hoc dal generale FA VARA e dal fido scudiero CUNEO, famoso in tutta roma per le cene terrazzatole nella caserma di piazza del popolo, tanto paga pantalone) per aver denunciato illeciti commessi dalla cricca sulle missioni, ritirata dall’ASCIERTO non prima di essere passato a dare un salutino al FAVARA in caserma, (giorno 23 ottobre 2007 ore 1230). tutto annullato dal tar lazio tre anni dopo perche erano inesistenti le accuse. (Tanto chi se ne frega, se proprio va male, non ci sono responsabilità personali e paga l’amministrazione) articoli stampa e denunce sull’operato indisturbato di questa cricca si susseguono nel silenzio di tutte le istituzioni preposte al controllo, militari e civili. E POI ANDIAMO AD ARRESTARE I DELINQUENTI FUORI O PUNIRE PER LE CAZZATE I CARABINIERI CHE NON SI POSSONO DIFENDERE. Tutto hanno fatto questi MENTECATTI, tranne che tutelare gli interessi dei loro colleghi, hanno solamente pensato ai MAGNA MAGNA privati e personali, con buona pace dei vertici che tutto concedono in mutuo cambio della pax rappresentativa. Un tradimento delle aspettative di un intera istituzione. Non e più possibile tollerare più questo putridume che a breve verrà fuori con tutti ì carichi di omissioni, tolleranze e complicità a più livelli ( BENE LA PROCURA MILITARE DI NAPOLI unica istituzione, nell’artefatto e compiacente silenzio romano, che abbia aperto indagini serie su qualche rappresentante COCER in trasferta, (caso TAIANI) affidate per fortuna alla guardia di finanza, e il giornalista FATTO QUOTIDIANO che con l’articolo: UN CAFFÉ DI TROPPO, ha fatto vedere una piccola parte di quello che e l’intero sistema).SI PERCHE NON SI TRATTA DI CASI ISOLATI O PERSONALI MA E L’INTERO SISTEMA CHE QUESTI HANNO MESSO SU. GIÀ MA TANTO PAGANO SOLO I PICCOLI CARABINIERI. Mai nella storia dell’Arma cosi pochi miserabili hanno danneggiato gli interessi collettivi dei tanti. Ridateci il senso dello stato e della giustizia sopratutto a quello delle gerarchie che non vengono colpite per evitare discrediti all’istituzione, determinando una zona extrafranca, che non fa altro che danneggiare doppiamente l’operato e le strutture oneste dell’arma. Non esistono scuse per questi delinquenti e complici nessun interesse militare può giustificare e nascondere questi gravi illeciti Sulle strade ci sono migliaia di Carabinieri onesti che fanno il loro dovere con grande sacrificio per dare a questo paese un accettabile livello di democrazie e giustizia. Non si deluda, la speranza. I Carabinieri vanno tutelati avendo il coraggio di colpire anche chi, soprattutto nella stanza dei bottoni, ha giocato per interessi personali di lucro o carriera sulla loro pelle.

venerdì 26 agosto 2011

Cosa pensano i carabinieri di base sui loro rappresentanti del CO.CE.R.

Interessante esposto che chiarisce bene quali sono gli umori della base dei carabinieri nei confronti dei loro ormai inutili e declassati rappresentanti del CO.CE.R. leggete qui e vedrete che bei giudizi.

Il sindacato anche per noi carabinieri.

Interessante delibera del CO.I.R. Palidoro, che la dice lunga sullo stato d'animo dei carabinieri della base e sulle loro legittime aspirazioni.
Cliaccate qui e leggetevi il documento.

mercoledì 4 maggio 2011

Leggete e diffondete questo comunicato U.N.A.C.

UNIONE NAZIONALE ARMA CARABINIERI
COMUNICATO STAMPA UNAC 19/20.4.2011.
CONGELAMENTO DI OGNI ATTIVITA’INVESTIGATIVA.
200 MILA TRA CARABINIERI E FINANZIERI ALLO SBANDO COLPA DEL NUOVO CODICE DELL’ORDINAMENTO MILITARE.

Con l’entrata in vigore del Nuovo Codice dell’Ordinamento Militare, ( D.L. 66 / 2010), 200 Mila tra Carabinieri e Finanzieri in Servizio ed altrettanti in Congedo per inabilità, sono stati lanciati nel baratro.
Il Codice ha stabilito infatti che un Carabiniere o Finanziere operativo può subire il Licenziamento dal Corpo (rimozione) in qualsiasi momento e per non meglio specificati motivi disciplinari, (Art.865-867)decisi dall’insindacabile giudizio dei Dirigenti Ufficiali, (lasciati immuni dal Codice) che spesso agiscono anche per motivi legati alla non riuscita “coercizione” dell’Attività di Polizia Giudiziaria da parte dei sottoposti, che invece in base alla legge hanno il diritto di agire autonomamente.
Il Licenziamento che in via gradata può essere giustificato in caso di condanna penale irrevocabile, rimane ASSOLUTAMENTE INGIUSTO quando avviene invece anche in caso di avvenuta Archiviazione, Estinzione o Assoluzione del Procedimento Penale, ovvero nel caso in cui il Carabiniere o Finanziere sia in servizio che in congedo, abbia subito una “denuncia/querela”, a causa della sua attività professionale e non, che in sede processuale sia stata Archiviata o si sia conclusa con Assoluzione o Estinzione del procedimento (Art.1392). In sostanza per rendere innocuo un Carabiniere o Finanziere “scomodo”, perché non allineato all’altrui pensiero in sede investigativa, basta denunciarlo per qualche ipotesi di reato, in sede Ordinaria o Militare, ed il gioco è fatto.
Comunque vada e finire, quel Militare è FUORI.
Mentre per i Carabinieri e Finanzieri in servizio, la “rimozione” equivale al licenziamento, per quelli in Pensione per inabilità, magari per aver riportato ferite in conflitti a fuoco, o contratto infermità in servizio, o contratto il cancro per le missioni all’estero,(leggi contaminazioni da uranio impoverito)la “rimozione” (che viene fatta decorrere dalla data di cessazione dal servizio Art.867), equivale alla perdita della Pensione di Inabilità, concessa dagli Ospedali Militari, relegati ad Enti di nessuna rilevanza(Art.880).Tale ultimo assunto per i Congedati, viene esteso a tutti coloro che in qualche modo anche in ambito di servizio di leva obbligatorio oggi abrogato, hanno svolto il proprio servizio nell’Arma dei Carabinieri, ovvero “cittadini” ex-Carabinieri Ausiliari oggi impegnati in sede Sociale, Politica, Sindacale, Giornalistica e Assistenziale, esercitando così una “militarizzazione” ed un controllo “coercitivo” di una fetta della Società Civile.
Il risultato è che tutti i Carabinieri e Finanzieri in Servizio ed in Congedo si trovano nella condizione di divenire “indigenti”, da un momento all’altro mentre per gli Invalidi per servizio, per aver già perso il lavoro, per non averne la possibilità di trovarne un altro perché dichiarati invalidi e senza alcuna possibilità economica per il mantenimento delle proprie famiglie, la situazione appare subito drammatica.
Unica possibilità, quella obbligatoria di ricorrere ai Tribunali Amministrativi, i quali ultimi (leggi Tar del Lazio e Consiglio di Stato) sono recentemente “allineati” ai vertici Militari, se non altro perché molti Giudici di Tar, hanno avuto ed hanno contatti con le Scuole che formano i Dirigenti Ufficiali, (quelli che firmano i provvedimenti di licenziamento) quali insegnanti di Diritto Amministrativo, mentre molti Consiglieri del Consiglio di Stato provengono dagli stessi vertici delle Forze Armate, ovvero sono ex Generali in Pensione.
Non resta che ADIRE, in massa, alla CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO.
Siamo di fronte a centinaia di contenziosi aperti dall’entrata in vigore del Codice, che creano gravissimo malcontento con minacce di gesti insani e clamorosi da parte di molti, e con il rischio della “paralisi” dell’attività operativa ad iniziativa, secondo il detto comune “per non rischiare di sbagliare è meglio non fare”.
Nel periodo storico di inasprimento del confronto Politico in sede Istituzionale, anche a causa di vicende giudiziarie che vedono coinvolti membri delle Istituzioni, ed in fase di Riforma della Giustizia, ( leggi anche processo breve),i Carabinieri e Finanzieri rischiano di rimanere i “capri espiatori” della situazione grave in cui versa il Paese.
L’Unione Nazionale Arma Carabinieri, investita della vicenda, in quanto unica realtà rappresentativa “fuori dai palazzi del potere”, di tutti i Carabinieri in servizio ed in congedo, in data 19/20 Aprile, nel proclamare lo stato di agitazione, è riunita in Consiglio Direttivo Nazionale in Roma, zona Parlamento, per la presentazione di Petizioni alla Camera, e per decidere sulle iniziative da intraprendere nell’immediato futuro, richieste da tutti i Carabinieri in servizio ed in Congedo, non esclusa una manifestazione di Piazza a livello nazionale che vedrebbe coinvolti tutti i 500 mila Militari in servizio ed in congedo delle varie Armi.

sabato 27 febbraio 2010

Carabinieri: una questione morale anche per la Rappresentanza Militare.

Dal sito del Partito dei Militari www.partitorittimilitari.org traggo quest'interessante articolo che impone anche a noi una seria riflessione sulla questione morale.

RAPPRESENTANZA MILITARE: COMELLINI (PDM), NOSTRA CONTRARIETA' E' CONFERMATA DA AVVIO PROCESSO A CARABINIERE.
Roma 26 Feb - "Le numerose interrogazioni rivolte al ministro della Difesa con cui il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), ha chiesto immediati interventi per ristabilire legalità e trasparenza nelle attività della rappresentanza militare, in particolare con riferimento ai fatti accaduti nell'Arma dei carabinieri, sono ancora senza risposta." - lo dichiara Comellini, segretario del Pdm - "La richiesta di rinvio a giudizio formulata lo scorso mese di dicembre 2009 dal sostituto Procuratore militare presso il Tribunale militare di Roma, nei confronti di un maresciallo dell'Arma membro del Cobar della Legione carabinieri Lazio, imputato di "reato continuato di ingiuria, minaccia e violenza ad inferiore", confermerebbe quanto abbiamo esposto nelle interrogazioni rivolte al ministro La Russa." - aggiunge Comellini - "Il militare offeso dal reato aveva segnalato delle presunte irregolarità amministrative commesse dai colleghi dello stesso Cobar e per questo motivo - prosegue - fu aggredito e picchiato all'interno della caserma sede del Comando della Legione carabinieri Lazio. La stessa procura aveva poi avviato una indagine in cui si ipotizzava il reato di "falso in fogli di via e simili" a carico di ignoti. Ad oggi, i vertici dell'Arma non sono ancora intervenuti nella vicenda, nonostante il 17 marzo prossimo si svolgerà l'udienza preliminare presso il Tribunale Militare di Roma, e la loro latitanza sulla vicenda, come quella del ministro della Difesa, mi induce a riflettere se i fatti a cui si riferisce la richiesta di rinvio a giudizio abbiano una portata maggiore di quanto si possa immaginare, atteso che proprio sulle irregolarità riscontrate avevamo presentato delle dettagliate interrogazioni per le quali attendiamo ancora risposte. Abbiamo sempre definito la rappresentanza militare come un organismo inutile e fine a se stesso perché privo di quegli effettivi poteri che caratterizzano i sindacati, ed è innegabile che in un simile contesto orfano di democraticità e alle dirette dipendenze dei vertici militari possano annidati strani centri di potere che operano al limite della legalità. Mi auguro che questa vicenda sia un caso isolato - conclude Comellini - perché, altrimenti, potrebbe essere molto difficile per il ministro spiegare i motivi per i quali ancora non è intervenuto nei modi da noi più volte sollecitati.".